Le canzoni più difficili in lingua italiana

Lucio_Battisti_1967

“Su un dolce tedio a sdraio
Amore ti ignorai
Invece costeggiai
I lungomai
M’estasiai. ti spensierai”

Il testo qui a destra è preso da una canzone che si intitola “Le cose che pensano“. Certamente è un testo  difficile anche per chi fa un corso di di lingua italiana, ma vi assicuro che anche per un italiano madrelingua non è affatto semplice! Ma andiamo con ordine.

La musica italiana è famosa in tutto il mondo, specialmente quando pensiamo ai grandi classici come Nel blu dipinto di blu o Con te partirò.

Parlando di cantanti italiani, i nostri studenti hanno sempre dimostrato di conoscere tantissimi artisti come Laura Pausini, Jovanotti, Celentano. Per esempio, i fan della moda di Chiara Ferragni sapranno certamente chi è Fedez. E ancora: chi non conosce Lucio Battisti, uno dei più importanti autori della storia della musica italiana che è anche il protagonista di questo blog?

Ma prima un po’ di storia: Lucio Battisti ha legato la parte più brillante e conosciuta della sua carriera a Mogol, il paroliere delle sue canzoni. Sono proprio di questo periodo gli album e i capolavori che tutti conoscono a memoria sin da quando erano bambini. Se volete approfondire questa parte della sua carriera, potete leggere un interessante articolo QUI.

In seguito Lucio Battisti e Mogol si sono separati e il cantante ha scelto di percorrere una nuova strada per sperimentare e crescere seguendo il suo spirito di artista. Battisti non voleva rimanere fermo, aveva bisogno di nuovi orizzonti e diceva spesso che un artista non deve seguire i suoi fan, ma guidarli.

 

Lucio Battisti Panella

Nel 1986 Lucio Battisti inizia allora a collaborare con Pasquale Panella, un altro paroliere dallo stile totalmente differente rispetto a Mogol. Lucio Battisti e soddisfatto da questa nuova alleanza, perché i testi non parlano più delle solite storie d’amore ma spaziano argomenti più complessi e con un lessico rivoluzionario.
Addirittura Battisti, che prima scriveva la musica e poi inseriva le parole, decide di provare a fare il contrario: Pasquale Panella scriveva i testi e il cantante componeva la musica solamente dopo averli letti.

Potete immaginare come queste canzoni fossero molto diverse dalla struttura tradizionale!
Questo ha dato modo a Battisti di toccare generi inusuali e poco tradizionali per quell’epoca, come la techno, il funk, il synth pop e l’alternative dance, dando priorità al ritmo invece che alla melodia. Le parole, poi, erano importanti più per il suono che per il significato. I testi di Panella si sono rivelati incredibilmente difficili da ascoltare e capire. 

Inutile dire che gli italiani (generalmente poco felici dei cambiamenti) non hanno gradito questo cambiamento!

A Battisti, comunque (e per fortuna) non interessava. Era un rivoluzionario e non seguiva le mode. Da un certo punto di vista, le canzoni dell’ultimo periodo dovevano essere ascoltate come quando si ascolta una canzone in lingua straniera senza capirne la parole: cioè facendosi solo trasportare dal ritmo, dalla melodia e dalla voce.

Vi lancio infine una sfida: chiedete a un italiano qualsiasi se conosca i seguenti titoli: La Sposa OccidentaleTimida Molto Audace oppure A Portata di Mano. Quasi certamente non avrà idea di cosa parliate. Potete allora stupirlo raccontando che sono proprio di Lucio Battisti!
Gli ultimi 5-6 album di Battisti sono quasi totalmente sconosciuti dal grande pubblico. Pochi li ascoltano e pochi li gradiscono (io invece li amo). Sono le canzoni più difficili, le più geniali, le più moderne persino per il 2020.

Un esempio?

“Trascurando il tempo ed il riso
Tu escludi le risorse più abusive
Che sono state mai precise come
Sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo.
Se nulla capivo, qui tu finalmente
Nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
Paradossale, tra noi terra infondata,
Dove sono i leoni,
Ammattiti e marroni.”

Questo testo è estratto da 
LA SPOSA OCCIDENTALE

Un altro esempio

“Alla fine ti trovasti in un bel posto
E lì capisti perché t’erano stati chiesti
Gli occhi in prestito. Per il loro particolare colore,
Fai tu quale, che ora è l’iride delle finestre.
Alla fine ti fu chiaro perché quel gran parlare
Della tua bella conchiglia auricolare”

Questo è preso da
ALMENO L’INIZIO

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