Leggiamo insieme (e spieghiamo) la più bella poesia italiana

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La poesia italiana più bella? Noi siamo certi della risposta: “L’INFINITO“, di Giacomo Leopardi è una di quelle poesie che tutti gli studenti italiani studiano, spesso a memoria, alla scuola media e al liceo. Per uno studente straniero di lingua italiana, però, un testo scritto nel 1819 può essere difficile da leggere e da capire, anche dopo aver fatto un corso di italiano di livello C1.

Difficile perché molte parole presenti ne L’infinito oggi non sono più molto frequenti o, addirittura, non esistono più nel nostro vocabolario!

Con questo blog un insegnante di lingua italiana per stranieri proverà ad accompagnarvi nella lettura e nella comprensione di quella che è per noi la poesia italiana più bella, da molti ritenuta essere una delle più meravigliose mai scritte nella nostra lingua. Cominciamo quindi questa particolare lezione/blog leggendo il testo completo scritto da Giacomo Leopardi.

L'INFINITO

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma, sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio;
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Difficile, vero? Certamente un testo simile non lo troverete in un normale corso di lingua italiana per stranieri! Proviamo allora ad analizzare insieme le frasi e le parole! Ma prima di farlo immaginate questa scena: il poeta è seduto da solo su una collina, e cerca di guardare il panorama di fronte a lui. Questa scena è proprio quella descritta nelle prime frasi. Ecco la perifrasi dell’Infinito.


TESTO 
ORIGINALE

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte
 il guardo esclude.

Ma, sedendo e mirando, interminati
spazi di lá da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura.

come il vento 
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei.

Cosí tra questa
immensitá
 s’annega il pensier mio;
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

ITALIANO 
MODERNO

Questa collina solitaria è sempre stata preziosa per me. E anche questa siepe, che non mi permette di guardare gran parte del panorama più lontano.

Ma, sedendomi e guardando, nella mia mente immagino infiniti spazi oltre quella (oltre la siepe), immagino silenzi che non appartengono al mondo umano, immagino una profondissima pace; e immaginando questo il mio spirito quasi si spaventa.

appena sento il vento che soffia tra queste piante, io paragono quell’infinito silenzio al suono del vento: e mi viene in mente l’eternità, il passato, il tempo presente e vivo, e il suono del presente.

Così in mezzo a questa grandezzala mia mente annega. E per me è dolce perdermi in questo mare.

Ma qual è il significato dell’Infinito?

 

Ci sono due mondi: quello fisico, materiale, rappresentato dalla collina, dalla siepe (e da un panorama che non possiamo vedere), e quello mentale, immaginario, creato dai suoi pensieri. Il mondo fisico, però, gli impedisce di vedere l’orizzonte. Per il poeta questo non è un problema: la sua fantasia è infatti così potente che gli permette di entrare in contatto con idee e concetti che non può vedere nel mondo fisico: l’infinito, l’immensità, l’eternità. Anzi, il mondo fisico ostacola la vista dell’uomo, limita la vita del poeta. Solo con la fantasia lui può sentirsi libero.
Questa libertà, però, ha un grande prezzo: l’uomo, infatti, non può vivere senza pericoli in questo infinito. La mente può forse intuire la sua grandezza, ma non può governarla ed è destinata a perdersi, ad annegare.
Eppure, conclude il poeta, perdersi in questo mare immaginario è una cosa molto dolce. Più dolce della vita stessa.

 

VOCABOLARIO
Caro – prezioso
Colle – Collina
Ermo – Solitario
Siepe – Cespuglio
Ultimo – Lontano
Il guardo – Lo sguardo
Interminati – Senza fine
Sovrumano – Sovrannaturale
Mi fingo – Immagino
Si spaura – Si spaventa
Odo – Sento
Mi sovvien – Mi viene in mente

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