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Ammettiamolo: ci siamo tutti emozionati nel guardare il lancio della nuova astronave della SpaceX con equipaggio umano a bordo. Chi non ha provato a immaginare come potessero sentirsi i due astronauti all’interno della navicella? Un evento da molti definito storico, fondamentale, imperdibile. Ma, si saranno chiesti alcuni, perché? D’altronde siamo ormai abituati a vedere umani nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Cosa ci sarà mai di incredibile, stavolta? Beh, ci sono diverse ragioni che rendono questo evento così importante. Prima di tutto la SpaceX è una società privata, e, dal momento che le nazioni fanno fatica a dare soldi alla ricerca spaziale, è un bene che il mercato privato cresca forte e indipendente. Questo accelererà i progressi futuri e renderà effettivamente lo spazio più vicino e accessibile. In secondo luogo il razzo utilizzato dalla SpaceX per effettuare il lancio è di un nuovo tipo: il primo stadio (cioè la prima parte) del razzo, dove stanno i motori più grandi, dopo essersi staccato dalla navicella Dragon, ritorna dolcemente a terra, pronto per essere utilizzato un’altra volta. La SpaceX dichiara che questi razzi sono garantiti per almeno 10 lanci, ma possono durare molto di più! Cosa significa questo, in termini pratici? Significa una riduzione enorme dei costi e, quindi, un maggior numero di lanci nello spazio in futuro. E poi, ancora: sempre parlando di mercato, ma a livello di nazioni, gli Stati Uniti grazie alla società di Elon Musk (appunto, il fondatore di SpaceX), si rendono indipendenti dalle navicelle russe Soyuz. Avere concorrenza è sempre una cosa positiva per il progresso.

E l’Italia? Dov’è l’Italia in tutto questo?

Beh, anche l’Italia ha la sua agenzia spaziale, l’ASI, fondata nel 1988 e che, con le agenzie spaziali di Germania e Francia, è il maggior contribuente dell’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea). Negli anni l’Italia ha avuto un ruolo molto rilevante proprio nella progettazione e nella manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale, sia insieme ai partner europei, sia tramite accordi con la Nasa che hanno garantito all’Italia la possibilità di lanciare diversi astronauti nello spazio, come Paolo Nespoli e Luca Parmitano. Ma nella storia recente è senz’altro Samantha Cristoforetti ad essere una tra i volti più conosciuti dagli italiani: Samantha, soprannominata da tutti Astrosamantha, è infatti la prima donna italiana ad essere andata nello spazio. Lo ha fatto nel 2014, partendo proprio per la Stazione Internazionale. Le sue imprese sono state seguite da moltissime persone attraverso i social, e tutti hanno esultato quando, l’11 giugno 2015, ha stabilito il record di permanenza nello spazio per una donna (ben 199 giorni, record in seguito superato da altre colleghe). Cosa riserva il futuro per l’Italia? Ci saranno collaborazioni tra Italia e SpaceX? Riusciranno le società private a competere economicamente con quelle pubbliche? Potremo andare finalmente nello spazio come turisti? Solo le stelle le sanno.

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